Annalisa Fioretti

Annalisa torna ancora in Nepal: “C’è bisogno del nostro aiuto”

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L’ALPINISTA MEDICO DI CARUGATE RACCONTA LA SUA ESPERIENZA NEL LIBRO “OLTRE”, UN PROGETTO PER RACCOGLIERE FONDI A FAVORE DEL PAESE ASIATICO DEVASTATO DAL TERREMOTO DI APRILE. 

Ha visto in faccia la morte sull’Everest durante il terremoto dello scorso 25 aprile, ma Annalisa Fioretti è pronta a ripartire.

La 38enne medico di Carugate, che ha lavorato come ricercatrice in Nepal per il CNR, alpinista che ha cercato il corpo di un amico morto sul Gasherbrum I e detiene il record italiano femminile di salita arrivando agli 8450 metri di quota sul Kangchenjunga (terza cima più alta del mondo), domani volerà ancora nel paese asiatico.

Annalisa Fioretti durante una medicazione
Annalisa Fioretti durante una medicazione

Fioretti cosa la riporta in Nepal?

«Andrò lì per tre settimane perché devo portare avanti i miei progetti umanitari. In primis consegnerò il materiale scolastico alla onlus, Roby Piantoni, con cui collaboro. Successivamente farò delle visite ai campi medici nei distretti di Gorkha e Ramechhap per portare il mio aiuto da medico. In questi luoghi ci sono centinai di persone che ancora vivono in quota in condizioni precarie, in tende e senza adeguate cure mediche. Appena è avvenuto il terremoto la stampa si è subito interessata, ma adesso è ripiombato tutto nel silenzio. Poco tempo fa c’è stato un altro terremoto, e la gente continua a morire, ma la cosa non fa più notizia. Per questo continuo ad organizzare serate benefiche, oltre a promuovere il mio libro “Oltre”».

Il libro fotografico "Oltre"
Il libro fotografico “Oltre”

Di che cosa tratta?

«Parla della tragedia di cui sono stata protagonista. All’inizio doveva essere solo un libro di immagini, ma poi, ho capito che le foto dovevano essere accompagnate da uno scritto. Grazie ad uno sponsor, che ha coperto le spese per la stampa, sono riuscita a portare alla luce questo libro. Io ho in mio possesso 1100 copie e i soldi delle vendite saranno tutti destinati ai miei progetti umanitari».

Ci sono degli scatti particolarmente significativi?

«La prima è l’immagine di copertina, con tutte le candele accese, che per me hanno una doppia valenza: sono sia il simbolo della morte, come viene inteso dal Buddismo, sia il simbolo della rinascita e della luce così come viene recepito nella nostra tradizione. L’altra foto, invece, raffigura me che entro nella case distrutte dal terremoto per curare le persone. Lì, infatti, si è rotta la barriera della diffidenza tra le persone locali e me».

Annalisa Fioretti in azione
Annalisa Fioretti in azione

Il suo progetto di “Street Doctor” come prosegue?

«Molto lentamente a causa della burocrazia. Rimane essenziale creare una tenda attrezzata itinerante con un medico locale che possa girare tra i vari villaggi. Nella valle del Makalu, infatti, i vari paesi distano tra di loro anche 4 giorni di cammino».

Le precedenti interviste sul “Il Giorno”

  1. Prima della partenza per Lhotse
  2. Dopo la tragedia del 25 aprile
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Pubblicato da

lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "Il Giorno", "Mi-Tomorrow" e "Il Giornale". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

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