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Le venti vette di Annalisa

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Venti torri da scalare per ricostruire la vita.

E’ il nuovo progetto di Annalisa Fioretti, lo scorso anno triste testimonial del terremoto in Nepal, alpinista che ha cercato il corpo di un amico morto sul Gasherbrum I. Il medico di Carugate, che detiene il record italiano femminile di salita arrivando agli 8450 metri di quota sul Kangchenjunga (terza cima più alta del mondo), adesso è pronta per «Torvagando». Insieme al suo amico Giampietro Todesco, infatti, la 39enne medico di Carugate salirà venti torri di roccia, scelte tra le più belle e significative d’Europa, con un preciso fine:

Annalisa è pronta per Torvagando
Annalisa è pronta per Torvagando

«Scalando queste montagne – sottolinea -, vogliamo tenere alta l’attenzione dei media. In questo modo grazie a quest’attenzione mediatica, cercheremo di raccogliere i fondi per aiutare le popolazioni del Nepal colpite dal terremoto. Anche con le mie serate di beneficenza cerco sempre di raccogliere fondi e donazioni».

Lo scorso anno, il 25 aprile 2015, Annalisa assistete al terribile terremoto sull’Everest.

L'articolo uscito sul Il Giorno del 28 maggio 2016
L’articolo uscito sul Il Giorno del 28 maggio 2016

«Le scosse fecero staccare una valanga vicino al monte Pumori e questa travolse il campo base, sommergendo tutto. Io e i miei compagni di avventura ci siamo salvati per miracolo».

La dottoressa milanese non si perse d’animo e gestì l’emergenza:

Annalisa Fioretti
Annalisa Fioretti nei momenti successivi al terremoto ha soccorso i feriti

«Abbiamo dovuto soccorrere i feriti: c’erano persone mutilate, oltre ai morti, dovunque. Nei giorni successivi ho visitato oltre 600 persone, e numerosi villaggi rimasti senza cibo, acqua ed elettricità».

La 39enne di Carugate ha preso a cuore questa situazione di emergenze e precarietà in Nepal e per questo ha portato avanti il suo “Torvagando”:

Con Torvagando Annalisa vuole aiutare le popolazioni del Nepal segnate dal sisma
Con Torvagando Annalisa vuole aiutare le popolazioni del Nepal segnate dal sisma

«Il progetto nel tempo è cambiato. All’inizio l’idea era di adottare 20 orfani, dagli 11 ai 18 di età, occupandosi della loro formazione culturale, ad un costo complessivo di circa 14.500 euro per ogni percorso scolastico. Purtroppo non abbiamo tutti questi soldi e per questo, collaborando con una Onlus in loco, la Apeiron, ogni anno faremo un progetto in base alle disponibilità economiche. Per esempio quest’anno ristruttureremo le aule di una scuola, oltre ad una biblioteca. In più per ottobre c’è in ballo un progetto con il Csi per il mondo, il centro sportivo italiano affiliato alla chiesa, con cui vorremmo unire la solidarietà con lo sport».

Finora Annalisa ha affrontato due vette. Dopo aver scalato la Torre delle Giavine di Boccioleto (Vc), a metà maggio il medico di Carugate ha affrontato il Mont Aiguille (Prealpi del Vercors, in Francia):

Monte e
Annalisa ha già affrontato Torre delle Giavine e Mont Aiguielle

«Il Mont Aiguille ha una storia affascinante. Nel 1492, su commissione di Carlo VIII di Francia, Antoine de Ville conquistò la vetta utilizzando solo i classici strumenti militari degli assedi ossia scale, corde e martelli. Da allora il nome da Inaccessible venne cambiato in Mont Aiguille. Contiamo di scalare le restanti vette una ogni due settimane perché in inverno staremo fermi».

Gli articolo precedenti su Annalisa.

  1. Il sogno di Annalisa
  2. Annalisa torna ancora in Nepal

Photo Credits: profilo fb di Annalisa Fioretti

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Pubblicato da

lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "Il Giorno", "Mi-Tomorrow" e "Il Giornale". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

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