«Seamen, ci riproveremo»

Se ai Seamen Milano avessero pronosticato, a inizio stagione, di perdere per pochissimo la Champions League del football americano, qualcuno avrebbe pensato di vivere nel mondo dei sogni. E, invece, di successo in successo, i marinai sono arrivati ad un passo dall’apoteosi, perdendo per un soffio lo scettro di campioni d’Europa. Il 40-37 manda in paradiso i Wroclaw Panthers, anche se lascia la consapevolezza ai marinai del proprio valore. E della propria forza.

Lo sa bene Marco Muttinumero uno del blue navy che, come sempre, guarda già al futuro.
Presidente, fa più male perdere così?

Il presidente Marco Mutti (p.h. profilo personale fb)
Il presidente Marco Mutti (p.h. profilo personale fb)

«Non fa mai piacere perdere, soprattutto una finale di Champions League. Purtroppo paghiamo l’inizio del match, che ci ha condizionati nel recuperare il risultato. Questo è lo sport e accettiamo il verdetto del campo, ma dall’altro lato sono fiero e orgoglioso dei miei ragazzi perché hanno sempre dato tutto, lottando come dei leoni. Era dal 2005, con i Lions Bergamo, che un team italiano non riusciva ad arrivare in fondo».

Quando avete avuto la consapevolezza di poter arrivare fino a Wroclaw?

 

Il successo contro i Vukovi
Il successo contro i Vukovi Belgrado ha spalancato le porte (p.h. pagina ufficiale fb Seamen Milano).

«Il successo sul campo dei Vukovi Belgrado, finalisti nel 2015, ci ha spalancato le porte. Ci ha dato consapevolezza dei nostri mezzi e la volontà di provare ad arrivare fino in fondo. Nei successivi match, infatti, abbiamo giocato con spensieratezza e senza la pressione di dover dimostrare il nostro valore».

Ci riproverete anche il prossimo anno?

Tre punti di differenza con Wroclaw hanno condannato i Seamen (p.h. profilo ufficiale fb)
Tre punti di differenza con Wroclaw hanno condannato i Seamen (p.h. profilo ufficiale fb)

«La finale ci dà il diritto di partecipare. Sarà un anno difficile perché cambierà il coaching staff e perché mio fratello Marco ha lasciato la guida, ma non abbiamo paura dei cambiamenti e vogliamo rivincere il Super Bowl, oltre ad arrivare ancora alle final four di Champions League».

Avete già un’idea sul nuovo allenatore?

I fratelli Mutti (p.h. profilo personale fb)
I fratelli Mutti (p.h. profilo personale fb)

«Potrebbe arrivare dagli Stati Uniti, ma stiamo pensando anche ad una soluzione “made in Italy”. La stagione è appena terminata, le idee ci sono, e adesso ci siederemo al tavolo per trovare la soluzione migliore».

Quest’anno avete perso le due gare più importanti, la semifinale playoff di I Divisione e la finale di Champions League, per pochi punti di differenza. Segno del destino?

Il match di semifinale perso contro i Rhinos (p.h. Dario Fumagalli)
Il match di semifinale perso contro i Rhinos (p.h. Dario Fumagalli)

«E’ stata una stagione sfortunata per certi punti di vista. In Italia contro i Rhinos siamo stati battuti per un solo punto, mentre contro i polacchi per tre punti. Episodi dettati da alcune circostanze, come scelte arbitrali che non hanno certo aiutato. Inoltre non sempre abbiamo avuto tutto il roster a disposizione: il qb americano Garrett Safron, ad esempio, ha giocato a mezzo regime le prime due gare di campionato e questo ha condizionato tutto. Ma ormai è andata così e speriamo di rifarci il prossimo anno».

Vi piacerebbe tornare nel Vigorelli?

L'articolo uscito su Mi-Tomorrow del 27 luglio 2016
L’articolo uscito su Mi-Tomorrow del 27 luglio 2016

«E’ la nostra casa, oltre ad essere una delle cornici più belle su cui giocare a football americano. Se risolveremo alcune questioni, come quella legata allospogliatoio, potremmo tornarci già nel gennaio 2017».

L’articolo uscito online su Mi-Tomorrow

Photo Credits: profilo personale Marco Mutti e Dario Fumagalli.

«Porto Milano a Rio»

E’ un mantra e non deve diventare un’ossessione: «Devo continuare a lavorare e migliorare».

Eleonora Anna Giorgi, milanese campionessa nella 20 km di marcia femminile – la disciplina più tecnica della corsa – e dottoressa da 105/110 in Bocconi, a Rio sarà alla sua seconda Olimpiade. E non ha proprio intenzione di fare da “comparsa” come quattro anni fa a Londra.

Giorgi come si sente?

Eleonora è pronta per Rio (p.h. profilo personale fb)
Eleonora è pronta per Rio (p.h. profilo fb)

«Molto carica e anche un po’ emozionata, ma sicuramente meno rispetto a Londra perché lì era il mio debutto assoluto nei cinque cerchi. Sono sotto con la preparazione che ho svolto per la maggior parte a Vipiteno, in modo da poter sfruttare il fresco della montagna visto che in città, a Milano, fa troppo caldo».

Quattro anni fa, nonostante l’emozione, ha comunque raggiunto uno dei suoi risultati migliori di sempre in carriera…

Eleonora è alla sua seconda Olimpiade (p.h. profilo pesonale fb)
Eleonora è alla sua seconda Olimpiade (p.h. profilo fb)

«Si il quattordicesimo posto è stato bellissimo, una sensazione ancora più bella rispetto alla vittoria dei Giochi del Mediterraneo e dei titoli italiani. E’ un traguardo che posso migliorare perché in questi anni sono cresciuta e sono più competitiva. A Rio le cinesi e brasiliane si prospettano tra le avversarie più forti, ma non le temo. Il percorso di gara per adesso l’ho visto solo su internet, ma la vera incognita rimane il caldo, ma, alla fine, siamo abituati a queste condizioni. Diciamo che il 19 agosto sarà la prova del nove».

Facciamo un passo indietro: a giugno, ai Mondiali di Roma, è uscita di scena a meno di cinquecento metri dal traguardo per una squalifica. Che cosa è successo?

 

L'articolo uscito su Mi-Tomorrow del 22 luglio 2016
L’articolo uscito su Mi-Tomorrow del 22 luglio 2016

«La marcia è una specialità molto tecnica e quel giorno non mi sono resa conto di alcune sbavature che mi hanno portato alle tre proposte di squalifica. E’ acqua passata e in questo periodo non ho lasciato nulla al caso, lavorando molto sulla tecnica».

Dopo Rio continuerà?

leonora dopo Rio non ha intenzione di smettere (p.h. profilo personale fb)
leonora dopo Rio non ha intenzione di smettere (p.h. profilo fb)

«Vorrei puntare fino a Tokyo 2020 e magari anche Roma 2024 … Al momento cerco di non pormi limiti».

Lei oltre a marciare, ha conseguito la laurea a ciclo unico in Bocconi, oltre ad un master in Bicocca. Come ha fatto a coniugare sport e studio a questi livelli?

Eleonora è laureata in Bocconi (p.h. profilo fb)
Eleonora è laureata in Bocconi (p.h. profilo fb)

«Non è stato facile, ma l’organizzazione, oltre alla costanza e ai sacrifici, ha pagato i miei sforzi. Non mi è stato mai regalato nulla perché mi sono dovuta sempre guadagnare tutto sui banchi di scuola e nelle gare. Certamente, se ci fosse un sistema simile al modello americano, con borse di studio o tutor che ti seguono, sarebbe molto più semplice».

E’ stato giusto dare una seconda chance ad Alex Schwazer nell’atletica?

«Penso solo al mio, non voglio perdere tempo in queste cose. Non sono nessuno per giudicare gli altri, ma se ci sono delle regole che gli hanno permesso questo, non posso imputargli nulla».

Il Cio ha escluso la federazione atletica della Russia da Rio per doping. E’ una decisione che condivide?

Eleonora
Non tutti gli atleti russi sono colpevoli per Eleonora (p.h. profilo fb)

«Non so che dire, ma sicuramente gli atleti puliti pagano per colpe altrui».

Photo Credits: profilo FB

Seamen: ora o mai più

E’ arrivata, finalmente. Venerdì 22 luglio, alle 13, i Seamen Milano potranno ritagliarsi un posto nella storia. A Breslavia, in Polonia, nello stadio “Oporowska”, i marinai affronteranno gli Istanbul Koc Rams per le final four di Champions League.

Paolo Mutti (p.h. Dario Fumagalli)
Paolo Mutti (p.h. Dario Fumagalli)

«Siamo pronti per questa sfida e anche emozionati» esordisce head coach Paolo Mutti.

Il team Blue Navy per la prima volta nella sua storia approda all’atto finale della competizione continentale. Un record se si pensa che i Seamen sono solo alla loro seconda partecipazione in Champions League:

I Seamen per la prima volta sono alla final four di Champions (p.h. Dario Fumagalli)
I Seamen per la prima volta sono alla final four di Champions (p.h. Dario Fumagalli)

«Per la nostra società è un motivo di orgoglio essere arrivati fin qui – prosegue -. Per il movimento italiano e noi si tratta di una grossa occasione, perché era dal 2003 che un team nostrano non approdava alle final four. Solo lo scorso anno eravamo al debutto e mai ci saremmo immaginati di ritrovarci qui. Arrivati a questo punto non ci poniamo più limiti».

Ma prima della finalissima, ci sono i campioni di Turchia:

L'articolo uscito su Mi-Tomorrow del 21 luglio 2016
L’articolo uscito su Mi-Tomorrow del 21 luglio 2016

«Li abbiamo studiati attraverso i video – sottolinea il capo allenatore -. Hanno un attacco molto vario, spregiudicato, con grandi individualità. Anche la linea difensiva non sembra essere da meno. Servirà una prestazione perfetta, con tutto il cuore».

I due giocatori americani, Garrett Safron e David Guthrie, giocheranno insieme:

Le giocate di Garrett Safron potrebbero decidere il match (p.h. Dario Fumagalli)
Safron e Guthrie insieme dal primo minuto  (p.h. Dario Fumagalli)

«In attacco guideranno il reparto, mentre in difesa Safron non vogliamo rischiarlo, perché facendo il qb, se dovesse farsi male ad una mano sarebbe molto rischioso. Insieme possono fare la differenza e per questo siamo molto curiosi di vederli all’opera: potrebbero essere la chiave di svolta del match».

Il reparto offensivo dei Koc Rams è quello che incute maggiori timori alla vigilia, così come evidenzia Emanuele Piloni:

Emanuele Piloni, leader del reparto difensivo dei Seamen (p.h. Dario Fumagalli)
Emanuele Piloni, leader del reparto difensivo dei Seamen (p.h. Dario Fumagalli)

«Sulle corse giocano molto bene, così come sulle play action (finte corse ndr) – dichiara il capitano del reparto -. Inoltre l’attacco può disporsi in qualsiasi posizione. Dovremo contrastarli, bloccandoli, cercandoli di farli uscire dai loro schemi, in modo da metterli in crisi».

Tra i turchi ci sarà una vecchia conoscenza del campionato italiano. Paul Morant, uno dei due giocatori statunitensi in forza alla compagine rossonera, la scorsa stagione militava nei Giants Bolzano:

Andrea Scola lancia la carica (p.h. Dario Fumagalli)
Andrea Scola lancia la carica (p.h. Dario Fumagalli)

«E’ molto preparato e conosce il nostro gioco – ricorda Andrea Scola, leader del reparto offensivo dei meneghini -. Noi, comunque, ci sentiamo carichi e non li temiamo. In campo daremo il meglio».

Dall’altra parte del tabellone si sfidano i padroni di casa dei Breslavia Panthers opposti ai Vienna Danube Dragons:

Le final four di Champions League 2016
Le final four di Champions League 2016

«Non abbiamo nessuna preferenza. Quando arrivi alla fine, e vuoi vincere, devi battere qualsiasi squadra».

Saranno giorni intensi per i Seamen, perché in caso di vittoria sui turchi, la finale si disputerà domenica 24 luglio alle 14:

Il futuro è dalla parte dei Seamen Milano (p.h. Dario Fumagalli)
Il futuro è dalla parte dei Seamen Milano (p.h. Dario Fumagalli)

«Per recuperare dalle fatiche non ci sarà tempo, ma preferisco non pensarci – conclude -. Noi daremo sempre il massimo».

Photo Credits: Dario Fumagalli