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Il sogno di Alessia Berra è realtà: «Rio 2016 mi ripaga per tutto»

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Il destino è davvero gentiluomo. Perché ti può rifilare mazzate, ma alla fine paga i suoi debiti. Perché andare alle Paralampiadi di Rio 2016, dopo mille difficoltà, non è una cosa da tutti. Lo sa bene Alessia Berra, 22enne ipovedente di Buccinasco e stella della Polha Varese, che dal 7 al 18 settembre in Brasile, nel nuoto, difenderà i colori azzurri.
Berra è emozionata per questo traguardo?

Alessia Berra ancora oggi non ci crede (p.h. profilo personale fb)
Alessia Berra ancora oggi non ci crede (p.h. profilo personale fb)

«Tantissimo perché non me lo aspettavo proprio. Ancora adesso faccio fatica a realizzarlo. Ho sempre nuotato fin da piccola, facendo agonismo con i normodotati, nonostante il mio difetto alla vista perché porto gli occhiali fin da quando sono piccola e negli anni sono peggiorata fino a diventare ipovedente. Questa convocazione mi ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto in questi anni».

La sua disabilità l’ha condizionata?

Alessia è ipovedente (p.h. profilo personale fb)
Alessia è ipovedente (p.h. profilo personale fb)

«All’inizio non ci facevo caso perché a scuola avevo i libri ingranditi e miei compagni di classe sono sempre stati bravissimi perché non mi hanno mai fatto sentire a disagio. Le vere “mazzate” sono arrivate a 18 anni perché non ho potuto prendere la patente e per questo non sono autonoma. Inoltre all’università volevo studiare neuropsicomotricità dell’età infantile, ma alla fine ho dovuto optare per scienze motorie».

Come ha scoperto il nuoto paralimpico?

Alessia agli Europei di
Alessia agli Europei di Madeira 2016 ha ottenuto il bronzo nei 100 delfino (p.h. profilo personale fb)

«Ho sempre nuotato, ma al primo anno di università ho smesso. In seguito mi sono informata e l’università mi ha messo in contatto con il mio attuale preparatore fisico che mi ha girato il contatto di Massimiliano Tosin, allenatore finp (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico ndr). Ho ripreso subito e nel febbraio 2015 ho conseguito i primi risultati. Il Mondiale non è andata benissimo perché ho pagato dazio per l’emozione, mentre agli Europei di quest’anno, svoltosi a maggio a Madeira, in Portogallo, ho ottenuto un bronzo nei 100 delfino. Sono davvero felice di aver scoperto questo movimento e spero che in futuro sia portato alla ribalta di tutti perché fare sport è importante e, soprattutto, anche per i disabili».

A chi dedicherebbe un’eventuale medaglia ottenuta a Rio?

L'articolo uscito in esclusiva sul Il Giorno Grande Milano (QS) del 24 luglio 2016
L’intervista uscita in esclusiva sul Il Giorno Grande Milano (QS) del 24 luglio 2016

«La dedicherei a tutti quelli che mi sono sempre stati vicini e mi hanno sostenuto in questo percorso».

Photo Credits: profilo personale fb di Alessia Berra.

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Pubblicato da

lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "Il Giorno", "Mi-Tomorrow" e "Il Giornale". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

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