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Il fascino del Rugby Sub

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Si gioca in piscina, ma non è la pallanuoto. I giocatori sono «armati» di maschera, boccaglio e pinne, ma non praticano solo l’apnea. Per segnare, il pallone deve entrare dentro il canestro, ma non è basket. E, come nel rugby, sono concessi i placcaggi. Stiamo parlando del “rugby subacqueo”. Una disciplina relativamente “giovane”, perché è nata nel nord Europa nel 1961, esattamente in Germania come forma di allenamento per sub, ma in Italia è sbarcata tardi, solo nel 1998. La prima città ad accoglierlo è Firenze – che infatti è la squadra italiana più titolata – mentre a Milano fa la sua «comparsa» solo nel 2004.

Il rugby sub è nato in Germania (p.h.
Il rugby sub è nato in Germania (p.h. pagina fb Rugby Sub)

«A prima vista può sembrare uno sport strano o complesso – confessa Silvia Tagliaferri, presidente del Rugby Sub Milano -, ma appena l’ho provato, è stato amore a prima vista. Da lì abbiamo fondato la prima e unica squadra di Milano finora».

Il rugby subacqueo non è molto diffuso anche perché le piscine devono avere una profondità di almeno 4 metri. Le misure del campo, 11×11 o 12×10, consentono anche l’utilizzo di una piscina di 25 metri divisa a metà.

La piscina deve essere profonda almeno 4 metri (p.h.
La piscina deve essere profonda almeno 4 metri (p.h. pagina fb Rugby Sub)

«La piscina deve essere profonda perché il cuore del gioco è sul fondo e si sta molto in apnea. I canestri dove bisogna segnare, infatti, sono posizionati sul fondale della piscina. Le squadre sono formate da sei giocatori e altri sei sono in panchina e sono miste, con maschi e femmine. Inoltre i cambi sono illimitati perché essendo un gioco molto faticoso, in genere dopo due minuti entra un giocatore nuovo. Inoltre è uno sport molto completo sotto tutti i punti di vista».

Con il rugby ha solo in comune le «botte», perché le mete sono sostituite dai canestri. Inoltre la palla non è ovale, ma è riempita con una soluzione di acqua salata, che non la fa galleggiare e la fa affondare ad una velocità precisa. Oggi il rugby sub è presente in 6 città italiane e ben tre sono in Lombardia: oltre che sotto il Duomo alla piscina Saini, si gioca anche a Brescia e Sondrio:

Sei giocatori in campo e sei in panchina pronti a dare il cambio (p.h.
Sei giocatori in campo e sei in panchina pronti a dare il cambio (p.h. pagina fb Rugby Sub)

«Purtroppo non si è diffuso su larga scala – prosegue Tagliaferri -. La gente non ci conosce e dobbiamo fare di più per portarci alla ribalta». Nonostante questo, dal 2004 viene sempre organizzato il campionato italiano, anche se è Firenze a farla da padrona: «Loro hanno iniziato a giocare prima e per questo hanno maggiore tradizione. Inoltre si allenano quattro volte a settimana e sono imbattibili. Per colmare il gap, c’è ancora tanto lavoro da fare».

Oltre al torneo nostrano, esiste anche un campionato europeo e mondiale:

L'articolo uscito su Mi-Tomorrow del 26 ottobre 2016
L’articolo uscito su Mi-Tomorrow del 26 ottobre 2016

«Finora ho partecipato a 3 mondiali e 2 europei – conclude Silvia Tagliaferri -. Le nazioni più forti restano quelle del Nord Europa, ma anche Colombia e Australia hanno una buona tradizione. Sarebbe bello, in futuro, che il rugby sub avesse una diffusione più capillare in Italia. In questo modo la nazionale potrebbe avere un maggiore bacino di giocatori, oltre ad essere più competitiva».

L’articolo uscito su Mi-Tomorrow.

Credit Photo immagine in evidenza: Joe Kramer.

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Pubblicato da

lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "Il Giorno", "Mi-Tomorrow" e "Il Giornale". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

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