Harlem Globetrotters, Centioli, 2015-149

«Harlem in Italia? Grazie a me»

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SABATO 3 MARZO AL MEDIOLANUM FORUM LO SPETTACOLO

Da quattordici stagioni è la loro spalla destra in Italia, organizzando i tour sulla penisola, le partite e gli spostamenti. Conosce vita, morte e miracoli degli Harlem Globetrotters. Il milanese Enrico Ferrari, classe’66 e da sempre nel mondo della palla a spicchi nelle vesti da giocatore, arbitro, allenatore e da diversi anni anche dietro la scrivania come manager, dal 2005 gestisce qui da noi la squadra più artistica e spettacolare della pallacanestro mondiale.

Ferrari, com’è iniziata questa collaborazione?

Ferrari 3
«Nel 2005 erano ormai 20 anni che gli Harlem Globetrotters non veniva più in Italia: noi abbiamo deciso di scommetterci ancora. Il successo non era così scontato come si può pensare, perché oggi c’è una grande concorrenza tra tv ed internet che propongono la Nba e gli altri format che fanno la “guerra” agli show dal vivo. Per noi è stata una bella scommessa che abbiamo vinto».

Qual è la tappa italiana che da sempre riscuote maggiore successo?


«Milano sicuramente è una delle città dove c’è grande seguito: è una metropoli con un grande hinterland, ma anche Roma, Firenze, Torino e Bologna non sono da meno. Anche in città più piccole di provincia, come Padova, gli Harlem Globettroters portano sempre il tutto esaurito nel palazzetto. Lunedì sera, infatti, saremo a Livorno e a meno di una settimana stiamo continuando a vendere biglietti».

Che giocatori potremo ammirare a Milano?


«Ci saranno ruoli diversi, qualità differenti, ma stesso incredibile talento per tutti. Tra le star più attese ci sarà Dragon Taylor, divenuto celebre in tutto il mondo per le sue schiacciate acrobatiche. Sarà dello show anche Hi-Lite, un veterano della squadra, ma anche un formidabile giocatore che nel draft NBA del 1994 è stato scelto addirittura dai Chicago Bulls. Anche Cheese ha un curriculum di tutto rispetto perché insieme al suo compagno di squadra Ant è riuscito a battere il record di maggior numero di triple realizzate in un minuto da una coppia detenuto da Kevint Durant e Dirk Novitzki».

Tutto Qui?

«Direi di no. Anche perché gli spettatori del Forum saranno stupiti di vedere la prima partecipazione in Italia di un playmaker alto poco più di un metro: Jahmani ‘Hot Shot’ Swanson, soprannominato il ‘mini Michael Jordan’; con i suoi 135 cm è divenuto il giocatore più basso ad aver indossato la storica divisa dei Globetrotters. Il suo debutto italiano sarà proprio sul parquet del Forum».

Vent’anni fa lei ha anche allenato la juniores dell’Olimpia Milano, vincendo anche il titolo italiano di categoria. Come vede quest’anno la squadra?


«Ormai sono più di 15 anni che non alleno più a grandi livelli, e non sono più dentro quell’ambiente, ma da quello che si può vedere dall’esterno sembra di assistere ad un mistero: in questi anni Milano ha fatto grandi investimenti, ma i risultati tardano ad arrivare nonostante in panchina ci siano stati grandi allenatori».

Un nome?

L'articolo uscito su Mi-Tomorrow del 1 marzo 2018
L’articolo uscito su Mi-Tomorrow del 1 marzo 2018

«Penso a Sergio Scariolo, di cui nella stagione 1993-94 sono stato suo assistente a Desio. Spero che l’Olimpia si possa riprendere presto, togliendosi così numerose soddisfazioni».

L’articolo uscito su Mi-Tomorrow.

L’articolo uscito su Il Giornale.

Photo Credits: ufficio stampa Harlem Globetrotters Italia.

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Pubblicato da

lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "Il Giorno", "Mi-Tomorrow" e "Il Giornale". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

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