Tre anni di Lorenzopardini.it

30 luglio 2015 – 30 luglio 2018lorenzopardini.it compie tre anni. In questi 1095 giorni abbiamo avuto ben 41.934 sessioni come dimostrano i dati ottenuti dal Google Analytics.

I dati relativi al 30 luglio 2015 - 30 luglio 2018.
I dati relativi al 30 luglio 2015 – 30 luglio 2018.

Permettetemi un paragone illustre: la sala concerti della Sydney Opera House, dal 2007 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, contiene 5.532 posti. Questo sito è stato visitato oltre 51.000 volte (51. 890). Se ci fosse un concerto alla Sydney Opera House, servirebbero circa più di 9 spettacoli con il tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

L’Italia (84,84 %) è il paese con più visite, a seguire
L’Italia (84,93 %) è il paese con più visite, a seguire United States (2,41 %) e United Kingdom (1,64%).
Milano (84,93 %) è il paese con
Milano (32,07 %) è la città con più visite seguita da Roma (8,52%) e Torino (3,45%).

Festa Italia all’Europeo di Cable Wake dell’Idroscalo

SUGLI SCUDI I MENEGHINI DE TOLLIS E MARASSI

L’Italia ha conquistato l’Idroscalo di Milano: nell’impianto Wakeparadise, infatti, gli azzurri si sono laureati campioni d’Europa EAME (Europe, Africa and Middle East ndr) di cable wakeboard, una disciplina dove si può praticare il wakeboard in alternativa al traino con imbarcazione. Per gli azzurri si tratta della prima volta assoluta.

La nazionale italiana festeggia l'oro a squadre (p.h. Andrea Gilardi).
La nazionale italiana festeggia l’oro a squadre (p.h. Andrea Gilardi).

«Siamo veramente felici ed emozionati – commenta il ct Ludovico Vanoli -. La squadra è stata competitiva, ma anche il fatto di girare in casa ci ha dato una marcia in più: l’ambiente dell’Idroscalo ci ha caricato al punto giusto, senza darci troppe pressioni o ansie da prestazioni visto che eravamo in casa».

Decisive le sei medaglie, di cui cinque d’oro, conquistate dai ragazzi di Vanoli: di queste ben tre (due ori e un bronzo) portano la firma dei milanesi Riccardo De Tollis e Maurizio Marassi. Il primo è salito sul gradino più alto nella categoria junior men, mentre negli open men (la categoria più difficile della competizione) ha ottenuto un bronzo nella gara vinta dall’israeliano Guy Firer, mentre l’argento è andato al tedesco Max Milde.

Riccardo oro negli open men (p.h. Andrea Gilardi).
Riccardo oro negli open men (p.h. Andrea Gilardi).

«Sono al settimo cielo – commenta il 18enne meneghino – e dedico questi risultati a tutte le persone che mi sono state vicine».

Maurizio Marassi, invece, nella categoria wakeskate (una tavola senza attacchi ndr) maschile ha conquistato la medaglia d’oro battendo Maxime Giri, dalla Francia, e l’austriaco David Lang: Giovanni Arrigoni si è piazzato al quarto posto.

Maurizio oro nei (p.h. Andrea Gilardi).
Maurizio oro nel wakeskate (p.h. Andrea Gilardi).

«Sono molto contento di questo risultato e anche per me si tratta del primo oro – commenta il vice campione del mondo, che studia ingegneria al Politecnico -. Anche per la nazionale si tratta della prima vittoria e finalmente ce l’abbiamo fatta».

Gli azzurri sono arrivati primi davanti a Francia e Israele. Per l’Italia questo sarà un punto di partenza in vista dei prossimi Mondiali in Argentina, che si svolgeranno nel febbraio 2019.

Photo Credits immagine in evidenza: Enrico Casiraghi.

Bertocchi oro d’Italia: «Terza con una gamba e mezzo».

«Le medaglie inaspettate sono quelle più belle: sinceramente mi aspettavo di prendere medaglie in altre gare».

Elena Bertocchi sorride ed è serena quando ripensa all’Europeo di tuffi di Edimburgo da poco concluso con un oro nel sincro femminile 3 metri, in coppia con Chiara Pellacani, e un bronzo da 1 metro.

Bertocchi è soddisfatta?

Bertocchi 2
«Si sono molto felice di come sia andata la mia avventura a Edimburgo: anche quest’anno sono la campionessa d’Europa, non nei 3 metri e nel sincro misto, ma nel sincro femminile insieme a Chiara. Fa sempre un certo effetto».

Il bronzo nella gara da 1 metro, visto l’infortunio al quadricipite sinistro patito in allenamento, vale come un oro?

Elena e Chiara non credevano al risultato (p.h. profilo Facebook Bertocchi).
Elena e Chiara non credevano al risultato (p.h. profilo Facebook Bertocchi).

«Non saprei perché sono stata molto sfortunata: il giorno prima della gara, mentre facevo il pre salto, la gamba non mi ha retto e sono caduta di schiena sul trampolino, andando rovinosamente in acqua. Alla fine, comunque, sono molto contenta di come sia andata la competizione da 1 metro e, sicuramente, senza infortunio avrei potuto fare molto di più. Subito dopo l’infortunio non pensavo nemmeno di poter gareggiare, ma la fisioterapista Valentina Tisci mi è stata vicina, e sono riuscita a recuperare un minimo di mobilità: ovviamente la spinta non è stata la stessa degli Europei di Kiev o Mondiali di Budapest dello scorso anno, ma se con una gamba a mezzo servizio sono andata così, non oso immaginare come sarei andata se fossi stata al massimo. Sicuramente questo è un ottimo punto di partenza per il futuro».

L’oro vinto con Chiara Pellacani vi proietta come le eredi della coppia olimpica Cagnotto-Dallapè?

La gioia delle due durante la preamizione (p.h. profilo Facebook Bertocchi).
La gioia delle due durante la preamizione (p.h. profilo Facebook Bertocchi).

«Non saprei, così dicono in tanti: adesso vediamo se a ottobre Tania e Francesca riprenderanno l’attività e questo per noi sarà uno stimolo in più poterci confrontare con loro. Intanto siamo qualificate di diritto agli Europei del prossimo anno».

Qual è stata la medaglia più bella?

Bertocchi 3
«Senza dubbio l’oro nel sincro 3 metri, in coppia con Chiara, perché è la medaglia più inaspettata: mai alla vigilia dell’Europeo avrei pensato di salire sul podio di questa disciplina».

In futuro, per aumentare il punteggio, nel programma inserirai tuffi più difficili, ma dal coefficiente più alto?

Bertocchi A
«Sicuramente dai 3 metri, disciplina olimpica, inserirò il doppio e mezzo ritornato carpiato perché è l’unico tuffo che mi manca per completare la serie. Da 1 metro, invece, non so se aumentare il coefficiente o rimanere su questi tuffi per aumentare il livello tecnico».

A chi dedica questi risultati?

Bertocchi 5
«Dedico queste medaglie alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto, al mio allenatore Dario Scola e al mio fidanzato Jacopo Locatelli. Il giorno prima della gara da 1 metro, ha comprato i biglietti aerei, e per lo stadio, ed è venuto a Edimburgo per farmi una sorpresa. Venerdì quando dovevo gareggiare, me lo sono ritrovato sugli spalti, con le trombette insieme ad un suo amico, e per me è stata un’emozione bellissima e inaspettata. Invece il giorno della gara da 3 metri sincro femminile, domenica, non ha trovato i biglietti perché erano finiti e per questo è stato fuori dallo stadio, sotto la pioggia scozzese, a guardarsi la gara dal cellulare. Alla fine, per fortuna, l’hanno fatto entrare per cantare l’inno di Mameli insieme a me e Chiara».

Le sue medaglie, oltre all’Ambrogino d’oro del dicembre 2017, daranno una spinta all’amministrazione comunale a muoversi sotto il profilo dell’impiantistica?

L'articolo uscito sullo sport del "Il Giorno" (QS) del 15 agosto 2018.
L’articolo uscito sullo sport del “Il Giorno” (QS) del 15 agosto 2018.

«L’impiantistica è quello che è e non posso fare nulla, io vivo a Milano con il mio fidanzato e non ho intenzione di cambiare città. Non so se le mie medaglie e risultati smuoveranno qualcosa, però spero che in futuro, anche per le generazioni che verranno, si costruiscano impianti a cinque cerchi».

Photo Credits: profilo facebook Elena Bertocchi.