Salvatore Aranzulla, il mago di internet e la sua Milano

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La prima volta a Milano nel 2007 per un evento di informatica e lì rimase folgorato dalla città della Madonnina. Quel giorno Salvatore Aranzulla, il genio di internet e del seo (Search Engine Optimization), promise a sé stesso che sarebbe ritornato a Milano: l’anno successivo, era alla Bocconi per studiare economia e management, oltre a portare avanti il suo sito Aranzulla.it. Un brand che oggi l’ha reso famosissimo in Italia: un sito di divulgazione informatica, uno dei 30 siti più visitati in Italia, che totalizza 600mila visite al giorno e nel 2017 ha fatturato 2 milioni di euro.

Aranzulla quando ha capito di voler trasferirsi a Milano?

«Mi è sempre piaciuta, fin da quando sono venuto per la prima volta, e la Bocconi è stata l’occasione giusta per trasferirsi».

Come ha fatto a trovare casa?

«All’inizio non conoscevo Milano e per questo ho girato molto per trovare la giusta soluzione. Alla fine la zona di Porta Romana, in viale Monte Nero, era un buon compromesso perché ero vicino all’Università Bocconi. Avendo l’obbligo di seguire le lezioni, non potevo sgarrare, e per questo mi sembrava la zona migliore dove abitare».

Si è ambientato subito?

«Si non ho avuto grandi problemi, sono un tipo solitario, anche se all’inizio ho fatto fatica a capire le persone che usavano Milano come “base d’appoggio”: nel senso ho conosciuto diverse persone (con cui sono rimasto amico ndr) che dopo essere state a Milano, si sono trasferite all’estero per lavoro. Per loro la città della Madonnina era solo una tappa della loro vita, mentre per me che arrivavo dalla Sicilia, è normale stabilirsi in maniera “più permanente” in un posto. Io a Milano mi trovo benissimo, qui ho tanti clienti, anche se in estate torno molto spesso nella mia terra natale in Sicilia».

Qual è la sua zona preferita?

«Mi piace un po’ tutta Milano, anche se in realtà sono molto legato a Porta Romana, dove ho vissuto per 10 anni, e adesso a City Life dove mi sono trasferito in pianta stabile da poco tempo».

E’ passato dalla vecchia alla nuova Milano…

L'intervista uscita sul Il Giorno del 9 dicembre 2018
L’intervista uscita sul Il Giorno del 9 dicembre 2018.

«Si, sono proprio felice dove vivo adesso: è una zona tranquilla, con tanto verde e attrattive… non sembra nemmeno di essere a Milano. Spesso torno in Porta Romana perché lì in zona ho ancora il mio dottore e fisioterapista di fiducia, oltre ad esserci uno dei mie ristoranti preferiti come “Trippa”, ma spesso mi dico tra me: “Cavolo che casino che c’è qua ma come facevo a viverci prima?”».

Nel 2015 è riuscito a godersi l’atmosfera di Expo?

«Purtroppo in quel periodo non stavo bene di salute, uscivo molto poco, e per questo non l’ho vissuto al 100%. Nonostante questo ho visto dei cambiamenti enormi in città perché si è internazionalizzata: la stessa zona di Porta Romana, dove all’epoca vivevo, si è aperta al mondo».

Come si muove?

«Uso tutti i mezzi a disposizione: ad esempio se devo andare in San Babila, dove c’è la palestra Virgin dove mi alleno, vado in metropolitana. Invece se mi sposto in Porta Romana, spesso mi muovo con il car sharing. Altre volte ancora uso l’autista privata. Mi piace molto anche camminare: se non sono troppo stanco, e il tempo è bello, mi faccio anche tra i 10 e 20 chilometri al giorno. Alcune volte, dopo la palestra, torno a piedi a casa godendomi così il centro con le sue meraviglie».

Photo Credits immagine in evidenza: pagina FB Salvatore Aranzulla.

L’intervista uscita sulIl Giorno“.

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lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "La Repubblica", "Mi-Tomorrow" e "Il Giorno". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

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