La storia del milanese Livio Jarabek: «Sentite come nuoto io a 86 anni…»

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Le sue rughe e, soprattutto, la scheggia sul pollice della mano sinistra raccontano di un passato difficile:

«Ho vissuto la seconda Guerra Mondiale a Zara ed è stata terribile perché abbiamo patito tantissimo la fame».

Di quegli anni Livio Jarabek preferisce non parlarne, mentre della sua vita milanese sprizza di tanti ricordi e gioie. Il classe’32, nato a Zara (Croazia), è arrivato sotto la Madonnina nel lontano 1959. Dopo aver tentato la fortuna come artista-restauratore, è entrato come impiegato in banca nel Credito Italiano (oggi Unicredit), oltre a sposarsi con sua moglie Elena e ad avere due figli. Ma mai un giorno il pensionato milanese si sarebbe sognato di laurearsi campione italiano master di nuoto a ottantacinque anni. E’ questa l’ultima impresa compiuta da Livio Jarabek, uno dei nuotatori più anziani e longevi d’Italia. Nel 2017, dopo aver praticato basket da giovane e, successivamente, l’atletica, è passato al mondo delle piscine e le soddisfazioni non sono tardate ad arrivare. A giugno agli Italiani di Riccione il portacolori della “La Wellness Milano” ha vinto l’oro nei 50 (1’33”95) e 100 (3’15”16) metri M85 dorso sulla vasca lunga. «E’ stata una bellissima emozione – ricorda il fuoriclasse meneghino -. Non mi aspettavo davvero di centrare questi risultati. In più ho battuto persone più giovani di me: il secondo aveva settantanove anni, mentre il terzo era del 1945. Sono contento di aver raggiunto questi risultati prestigiosi nonostante la concorrenza agguerrita in vasca». L’ottantaseienne ha iniziato a nuotare per caso nei master: «Il mio medico mi ha prescritto il nuoto perché ho una micro frattura alla vertebra (L4). Erano otto anni che andavo in piscina e li c’era Luis Herrera (il mio attuale allenatore ndr) che continuava a “corteggiarmi” per entrare nella squadra della Wellness. Alla fine, ho ceduto alle loro “avance”. L’inizio non è stato semplice: a ottantacinque anni mettersi in gioco in uno sport come il nuoto non è facilissimo, ma mettendoci impegno e costanza ce l’ho fatta». La scorsa estate Livio non ha potuto difendere il titolo perché non era presente a Palermo: «Alla mia età non riesco a muovermi in aereo e per questo non sono sceso in Sicilia. Quest’anno gli Italiani saranno ancora a Riccione, dal 25 al 30 giugno, e parteciperò per riprendermi i titoli che mi spettano». Il pensionato milanese ha sempre praticato sport a livello amatoriale, ma nei master di atletica ha dato il meglio di se: nel 2013, a Torino per i Words Master Games, e nel 2015 agli Europei di Nizza nel lancio del disco, categoria M80, ha vinto l’argento, oltre a svariati titoli italiani master:

«Anche l’atletica mi ha regalato tante emozioni: qui ho avuto la fortuna di conoscere il velocista e stilista Ottavio Missoni – conclude -. A fine settembre a Jesolo ci saranno gli Europei e mi piacerebbe parteciparvi: lo scorso anno sono riuscito ad ottenere la doppia visita agonistica per nuoto e atletica, spero di farcela anche adesso quando dovrò rinnovarla».

L’articolo uscito su Mi-Tomorrow del 17 gennaio 2019.

Photo Credits: Profilo Facebook Livio Jarabek.

L’articolo uscito su Mi-Tomorrow.

L’articolo uscito su Il Giornale.

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lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "La Repubblica", "Mi-Tomorrow" e "Il Giorno". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

One thought on “La storia del milanese Livio Jarabek: «Sentite come nuoto io a 86 anni…»”

  1. Condivido pienamente il giudizio dato da Ernest Hemingway quando sostiene che: “Si è bravi scrittori quando si scrive un articolo in modo tale di farlo diventare parte dell’esperienza e degli interessi di coloro che lo leggono,”

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