La milanese Nausicaa dell’Orto sbarca negli Stati Uniti: «Il football come un film»

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Un’amazzone nel paradiso del football americano. Nausicaa dell’Orto, milanese dagli occhi azzurri e capelli biondi, a primo impatto sembra una brava ragazza tranquilla e innocua; ma l’abito non fa il monaco. La classe’93, dopo aver contributo nel 2010 a creare il movimento rosa italiano dalla palla ovale, nell’estate 2017 è sbarcata negli Stati Uniti per lavorare nella NFL Films, l’eden per gli amanti del football americano.

Nausicaa come sei finita a lavorare per la NFL (National Football League)?

«Dopo una laurea in Scienze linguisitche e letterature straniere in Cattolica, ho affrontato uno stage a Sky Sport. Una volta finito questo, ho deciso che nella mia vita, oltre a voler raccontare storie di sportivi in generale, volevo in particolare raccontare storie di football. Questo è lo sport che mi fa battere il cuore e venire la pelle d’oca. Ho fatto application per uno stage a NFL Films e, dopo una miriade di colloqui, ho ottenuto il posto. Ho lavorato sodo giorno e notte, ho scritto e prodotto due documentari, e così mi hanno assunta come screenwriter e junior producer».

Come hai iniziato a giocare a football americano?

«Ho incominciato a giocare nel 2010 perché ero una cheerleader per i Seamen Milano, una squadra maschile di I divisione. Ad ogni partita dei ragazzi, ero a bordo campo. Mi sono appassionata così tanto al gioco, guardandolo da così vicino che ho deciso di abbandonare i pom pom e diventare una giocatrice di football. Non è stato facile inizialmente perché non esistevano squadre di football americano femminile in Italia, quindi con la mia amica Valeria Vismara, abbiamo creato un progetto tutto nostro. Non avevamo i caschi né i paraspalle della misura adeguata, ma avevamo un sogno e l’abbiamo inseguito».

Ci sono pregiudizi sulle ragazze che giocano a football visto che sembra più uno sport “da maschiacci”?

Nausicaa con la nazionale

«I pregiudizi ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Dal primo giorno in cui abbiamo iniziato a giocare ci hanno sempre detto “ Siete il sesso debole, vi fate male, non è uno sport per donne”. Il punto è che a noi non interessa: piuttosto li invitiamo alle nostre partite per fargli cambiare idea».

L’apertura del Vigorelli per i Seamen sarà un buon segnale?

«Il Vigorelli è stato il primo stadio di Football in cui io abbia messo piede. Al Vigorelli mi sono innamorata per la prima volta e proprio in quello stadio ho imparato a giocare. Ho un debole per il Vigorelli da sempre e penso che l’apertura del Vigorelli per i Seamen sia un segnale super positivo per il football in Italia e a Milano. Avere uno stadio in centro così bello e nuovo sarà un modo vincente per attrarre nuovi fan dello sport e futuri atleti».  

Ti manca Milano?


«Milano mi manca e mancherà sempre però mi piace pensare che Milano non andrà da nessuna parte. Rimarrà sempre lì ad aspettarmi, mentre le opportunità per realizzare i sogni non aspettano nessuno. Qui a Philadelphia tuttora mi sto allenando così che quando torno in Italia possa sempre dare il mio contributo alla nazionale femminile con cui gioco».

Photo Credits: profilo Facebook Nausicaa dell’Orto.

L’articolo uscito su Mi-Tomorrow.

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lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "La Repubblica", "Mi-Tomorrow" e "Il Giorno". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

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