Esclusiva Eleonora Anna Giorgi, bronzo mondiale nella 50 km: «Da anni aspettavo una medaglia così: adesso sotto con Tokyo 2020»

Seguimi su Facebooktwitterlinkedinyoutubeinstagram

Niente l’ha fermata: il caldo serale di Doha, a 31° gradi, che con l’umidità all’80% ne faceva percepire più di 40°, e nemmeno la fatica o i crampi durante la gara. E anche la sfortuna questa volta l’ha battuta, dopo che tra il 2015 e il 2018 aveva subito ben 4 squalifiche per le palette dei giudici nella 20 chilometri di marcia. E’ un bronzo straordinario quello conquistato da Eleonora Anna Giorgi nella 50 km di marcia nel Mondiale (in 4 ore, 29 minuti e 13 secondi) da poco concluso nella capitale del Qatar. «Da tanti anni aspettavo una medaglia come questa – racconta felice la milanese -: e la dedico a me stessa per aver tenuto duro nelle difficoltà».

Giorgi, nonostante le dure condizioni di Doha, sei “sopravvissuta” ed è arrivata la prima importante gioia internazionale…
«Sono ancora felicissima per questo risultato. Ho rischiato di non farcela, ma ho usato testa, gambe e soprattutto il cuore, per superare i problemi di stomaco che mi hanno rallentato. Sapevo che era un’occasione unica da cogliere e non volevo lasciarmela scappare. Una gara difficile per tutti, nessuno è abituato a competere in queste condizioni».

Durante la gara ha avuto due crisi: al 18esimo e 34esimo chilometro, cosa l’ha fatta andare avanti?
«Alla primi crisi, mi sono un attimo spaventata, e lì ho pensato di non farcela: nella mia testa ho pensato non ho più zuccheri, liquidi, adesso mi disidrato. Ma poco dopo mi sono sentita meglio e questo mi ha dato una carica in più a proseguire: così sono riuscita ad aumentare il ritmo gara. Io ci credo sempre e sono un’inguaribile ottimista, sono consapevole delle mie potenzialità. Nelle successive crisi, sapendo già cosa mi aspettava, non mi hanno intimorito più di tanto. In più al punto di rifornimento i fisioterapisti e i medici sono stati grandissimi perché mi hanno sempre supportato».

Al Mondiale le gioie maggiori sono arrivate dai milanesi come lei e Filippo Tortu, settimo nei 100 metri…
«Può essere un caso (ride ndr)… ma credo che nell’atletica sia in atto un cambio generazionale. Alle rassegne giovanili, infatti, i nostri ragazzi sono andati molto bene e loro sono il nostro futuro. In generale, comunque, l’atletica è uno sport molto difficile e competitivo e già arrivare in una finale mondiale o olimpica rappresenta un risultato importante. Il settimo posto di Filippo vale oro».

Tra meno di un anno le Olimpiadi di Tokyo 2020: qual è lo spirito?
«Saranno le mie terze Olimpiadi, dopo Londra e Rio, e spero anche che non siano le ultime. In Giappone spero di poter fare la 50 chilometri: il consiglio federale della IAAF non ha ancora preso la decisione definitiva. Se non ci dovesse essere, io farei comunque la 20 km con lo stesso spirito di sempre».

Lei, che ha già vissuto i giochi a cinque cerchi, cosa ne pensa di Milano-Cortina 2026?
«Sarà una grandissima occasione per noi. Tutte le città che hanno avuto un’Olimpiade si sono trasformate e io l’ho potuto constatare tanto perché per le mie gare ho girato tutto il mondo. Sicuramente le infrastrutture ne beneficeranno».

Le piacerebbe far parte del comitato organizzativo?
«Sarebbe bellissimo, anche in base ai miei studi in Bocconi e al master in Bicocca in Sport Management e Marketing, ma credo che ormai il comitato si stia già delineando…».

Come sta l’atletica milanese?
«Io mi alleno molto nei parchi, sulla strada, e meno nei campi di atletica. Diciamo che le strutture ci sono, ma si possono migliorare. Speriamo che Milano-Cortina 2026 vada anche in questo senso. Il fatto che nel giugno 2020 si farà la Diamond League per la prima volta da noi, e non all’Olimpico di Roma, è un segnale positivo. Per questo motivo stanno rifacendo la pista dell’Arena: secondo me questa è uno degli impianti più affascinanti, non solo d’Italia, ma del mondo».

Photo Credits immagine in evidenza: Colombo Fidal

L’articolo uscito su Mi-Tomorrow.

Condividi su Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "La Repubblica", "Mi-Tomorrow" e "Il Giorno". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *