Emergenza Coronavirus, Nicolò Martinenghi: «Giusto il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo»

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«Prima viene la nostra salute e poi tutto il resto». Non ha dubbi Nicolò Martinenghi. Anche il campione varesino si è dovuto fermare per l’emergenza Coronavirus: il classe’99, tesserato per il Nuoto Club Brebbia e le Fiamme Oro, sta passando questo periodo di stop, ad Azzate, insieme alla sua famiglia.

Martinenghi cosa pensa di quest’emergenza?


«Purtroppo è una brutta situazione, sopratutto qui in Lombardia, e per questo noi dobbiamo fare la nostra parte rimanendo a casa. Io in particolare, che gareggio per il gruppo sportivo della Polizia di Stato, devo essere un esempio positivo per gli altri. Sono in costante contatto con le Fiamme Oro che ti tengono aggiornati sull’evolvere della situazione».

Fino a quando si è allenato?


«Fino a sabato ho nuotato regolarmente alla piscina Samuele di via Trani, a Milano. Nelle ultime due settimane sono sempre andato lì, a Mecenate, facendo un allenamento al giorno. Ci siamo dovuti spostare a Milano io e il mio allenatore, Marco Pedoja, perché la piscina di Brebbia ha dovuto chiudere definitivamente. Era si chiusa, al pubblico, ma potevamo entrare solo io e il mio tecnico per poterci allenare perché sono giustificato per il fatto che sono un atleta olimpionico. Andando avanti, però, i costi non erano più sostenibile per il gestore e così la piscina di Brebbia non è stata più agibile nemmeno per noi».


Nicolò Martinenghi al Fuori Salone Milano 2019

Adesso ha deciso di smettere?


«Questa, in teoria, era la settimana di scarico dopo gli Assoluti di Riccione, che alla fine non si sono disputati per l’emergenza coronavirus. Per questo motivo non entrerò in acqua ma, comunque, seguirò un programma di allenamento a secco che mi ha girato il mio preparatore atletico. Settimana prossima dovrei riprendere, anche se ormai la kermesse olimpica è rimandata: avevo preso il pass a dicembre, mi stavo allenando bene, e ci tenevo molto».

Per lei quale sarebbe stato il periodo migliore per le Olimpiadi di Tokyo?


«Fino a poco tempo fa il Cio aveva detto che si sarebbero svolte regolarmente. Alla fine ieri, dopo il dietro front di diverse federazioni come quella del nuoto e atletica leggera degli Stati Uniti, il Comitato Olimpico ha ufficializzato che si faranno nell’estate 2021. Io sono contento di questa decisione».

Come mai?


«Noi non siamo macchine: soprattutto nel nuoto, se stai fermo quasi un mese, dopo riprendere non è così semplice come si crede. Noi abbiamo una sensibilità in acqua che è diversa da quella a terra. Se la perdiamo non è così facile riprendere da un giorno all’altro. Io ho avuto la fortuna di potermi allenare regolarmente, ma non tutti i nuotatori hanno avuto questa chance. Per questo, per essere tutti sullo stesso livello, è giusto che le Olimpiadi vadano posticipate al 2021: io voglio gareggiare contro avversari che abbiamo la mia stessa preparazione e non voglio vincere usando una “corsia preferenziale” come questa che in gara sarebbe stata molto evidente».

Il prossimo anno dovrà rifare il tempo per qualificarsi?


«Non so come sono i regolarmi: la cosa certa è che io mi alleno per migliorare e per questo in acqua darò sempre il massimo».

L’intervista uscita su Il Giorno.

Photo Credit’s immagine in evidenza: Andrea Masini.

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lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "La Repubblica", "Mi-Tomorrow" e "Il Giorno". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

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