Canoa, Giulio Bernocchi: «Mi è mancata l’acqua dell’Idroscalo: punto sugli Assoluti»

Canoa Milano, Giulio Bernocchi
Seguimi su Facebooktwitterlinkedinyoutubeinstagram

Da quando è scoppiato il coronavirus è rimasto sempre chiuso dentro il PalaCus, la sede del Cus di Milano, all’Idroscalo. A soli 50 metri dalla sua camera, dalla finestra, ha contemplato il “mare dei milanesi”, ma per due mesi non è potuto entrare con la sua canoa nell’Idroscalo, pagaiando e “accarezzando” l’acqua, sua fedele compagna di allenamenti, gioie e dolori. «Ce l’abbiamo fatta, abbiamo superato due mesi di asciutto» è stata la prima cosa che ha pensato Giulio Bernocchi, 22enne portacolori della nazionale italiana under 23 di velocità, quando è potuto rientrare nel «suo» Idroscalo.

Bernocchi è mancata l’acqua?


«Tantissimo: è stata un’emozione bellissima poter ricominciare nell’Idroscalo, pagaiare, sentire la canoa che sta in equilibrio sull’acqua e scorre su questa. Sono tutte sensazioni che mi mancavano. La cosa più strana è stata, comunque, passare da febbraio, dove faceva freddo e uscivamo coperti, a maggio dove ci alleniamo solo in maglietta visto il caldo. E’ stato come uscire dal letargo».

E’ riuscito ad allenarsi durante il lockdown?


«Io sono di Cremona: all’inizio della crisi legata al Covid, a marzo, quella era una delle zone più colpite e quindi sono rimasto nella foresteria del PalaCus, dove risiedo da più di un anno e mezzo visto che studio al Politecnico. La struttura sportiva era chiusa al pubblico e per questo io, e il mio coinquilino Filippo Vincenzi, abbiamo avuto la possibilità di poterci allenare, a secco, al meglio. Per due mesi ci è si mancata l’acqua ma, grazie alla palestra del Cus Milano, abbiamo potuto utilizzare il pagaiergometro e altri strumenti propedeutici che invece molti nostri compagni di squadra non hanno in casa».

L’articolo uscito su “La Repubblica Milano” di domenica 17 maggio

Dopo tutto questo tempo non si rischia di perdere la sensibilità all’acqua?


«Come nel nuoto, qualcosa si perde sempre, ma a 22 anni i tempi di recupero sono veloci. Nella canoa, soprattutto in inverno, abbiamo anche l’attrezzatura per poterci allenare a secco, ma è sempre preferibile andare in barca. Lì, infatti, è dove fai i lavori più completi».

Quando avrà le prime competizioni?


«Tutte le gare sono state annullate, anche quelle per le selezioni olimpiche. Se tutto dovesse andare bene a settembre, qui all’Idroscalo, ci saranno i Campionati Italiani. Adesso sto riprendendo, piano piano, ad allenarmi al massimo anche in acqua così da farmi trovare pronto».

E’ riuscito a incontrare la sua famiglia?


«Dopo due mesi di quarantena, finalmente, ho potuto rivederli lunedì 4 maggio con l’inizio della fase 2. Fortunatamente ci siamo sempre sentiti via telefono. E’ stato un sacrificio necessario visto le circostanze. Per fortuna a tenermi compagnia, oltre agli allenamenti in palestra con Filippo Vincenzi, ho avuto l’università. Sono al secondo anno di ingegneria dei materiali al Politecnico di Milano e, nonostante gli impegni sportivi e le ore dedicate alla canoa, ho la media del 24. A giugno e luglio avrò le sessioni di esami e mi sono portato avanti con lo studio».

Photo Credit’s immagine in evidenza: Giulio Bernocchi

Condividi su Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "La Repubblica", "Mi-Tomorrow" e "Il Giorno". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *