Nel mondo di Simone Barlaam

Simone Barlaam
Seguimi su Facebooktwitterlinkedinyoutubeinstagram

Quella che in ingegneria è la capacità di un metallo di resistere alla deformazione, nell’uomo si tramuta nella reazione agli ostacoli quotidiani. E’ la resistenza, che Simone Barlaam ha conosciuto presto, fin da quando era ancora nella pancia della mamma. Simone è nato con una ipoplasia congenita del femore destro, con una gamba più corta dell’altra. La sua infanzia è stata molto dura e segnata da numerosi interventi chirurgici, con ben 12 operazioni a cui Simone si è dovuto sottoporre per cercare di sistemare l’arto.

«Il nuoto è stato l’unico sport che potevo praticare – esordisce il milanese classe 2000 -, la mia salvezza, ma è stato subito amore a prima vista perché l’acqua era il mio elemento naturale».

Il campione di Cassinetta di Lugagnano riesce a camminare grazie all’ausilio di una protesi alla gamba destra, ma in piscina, dove gareggia nella categoria S9 che raggruppa i nuotatori che hanno un problema ad una gamba, si trasforma in uno squalo:

«Da bambino guardavo ore di documentari sugli squali – ricorda -. Forse, dopo aver disegnato tanti squali sono diventato uno di loro. Ho imparato a nuotare a tre anni, a camminare a sei».

Simone non si è mai arreso perché ha sempre lottato, fuori e dentro l’acqua, e oggi vive la sua vita come tutti i ventenni, dividendosi tra l’università, dove sta per iniziare il terzo anno di ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, lo sport ad alti livelli e gli amici.

«Non ho mai vissuto la mia disabilità come un problema – sottolinea -, ma come una parte “normale” della mia quotidianità, di me stesso. La persona con disabilità è una persona».

Dal Giappone è appena tornato con 4 medaglie al collo, tra cui una d’oro nei 50 stile libero e annesso record del mondo, e con maggiori consapevolezze:

«Le Paralimpiadi sono qualcosa di straordinario, pazzesco, come manifestazione seconde solo alle Olimpiadi – evidenzia il 21enne -. Il mio record, 24”71, è un tempo quasi simile a quello dei normodotati. Il livello e la competizione si è alzato tantissimo. Inoltre, tra televisione e social media, abbiamo avuto gli occhi del mondo puntati addosso».

L’intervista uscita su La Repubblica Milano sabato 18 settembre 2021

I “numeri” sono il pane quotidiano del milanese:

«Ho scelto di studiare ingegneria perché da piccolo mi appassionava scoprire i meccanismi dietro gli oggetti – sottolinea -. Quando devo allenarmi per le gare, nuoto fino a sei ore al giorno, con doppi allenamenti, per sei giorni a settimana riposando solo la domenica. Nonostante questa mole di lavoro (ride ndr), trovo anche il tempo per l’università: con gli esami sono in pari. In più, quando riesco, mi concedo il “lusso” di uscire con gli amici visto che sono single».

Simone, oltre ad essere uno “studente modello” al Politecnico, è anche un testimonial d’eccellenza per diverse aziende come si vede sul suo profilo Instagram:

«Fino a pochi anni fa era immaginabile essere un richiamo per gli sponsor, perché la disabilità veniva vissuta male, come se fosse una mancanza di qualcosa. Oggi, per fortuna, questo tabù è stato finalmente sfatato».

Le medaglie, gli sponsor e la notorietà non hanno cambiato la vita al campione milanese:

«Tante persone, con una disabilità simile alla mia, mi hanno scritto sui miei social: ormai sono un esempio e sento questa responsabilità. Sono un punto di riferimento positivo per loro e non voglio deluderli».

La strada è ancora lunga, quasi quanto quella parata di cartelloni pubblicitari che lo ritraggono, alla Stazione Termini di Roma; ma Simone ha le idee chiare:

«Voglio terminare la triennale di ingegneria meccanica e iscrivermi alla specialistica – conclude -. Inoltre, continuerò a nuotare perché all’orizzonte ci sono le Paralimpiadi di Parigi 2024».

Photo Credit’s immagine in evidenza: BIZZI/CIP

Condividi su Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

lorenzo

Toscano di origine e milanese d'adozione, scopre il giornalismo sportivo nel 2012 e dal novembre 2014 è giornalista pubblicista. Laureato in giurisprudenza, specializzato in ambito sportivo, amante del mondo acquatico e istruttore di nuoto, collabora per testate come "La Repubblica", "Mi-Tomorrow" e "Il Giorno". Da sempre è appassionato degli sport cosiddetti minori quali nuoto, pallanuoto, sci nautico e altri. http://www.lorenzopardini.it è una sfida per portare alla ribalta gli "Altri Sport", sport poco seguiti dai media tradizionali e con scarso ritorno economico, ma in realtà bellissimi e ricchi di vitalità. @LorenzPardini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *