Edoardo e la meta vincente

Nobis, Edoardo e Lo Cicero
Nobis, Edoardo e Lo Cicero

E’ nato tutto quasi per gioco. Edoardo Pobbiati, classe 2005 di Carpiano, ha partecipato al concorso DHL Express, che metteva in palio l’opportunità di vivere il match di coppa del Mondo di rugby di Francia-Italia (immagine in evidenza dal Facebook della Federazione Italiana Rugby), senza troppe aspettative. E invece il ragazzo milanese, quasi come svegliandosi da un sogno, è stato scelto come vincitore e il prossimo 19 settembre, al Twickenham Stadium di Londra, vivrà l’emozione di consegnare la palla del calcio d’inizio della sfida:

«All’inizio non ci credevo – racconta -. Di solito quando partecipo a questi concorsi non vinco mai. Questa volta, invece, la buona sorte ha voluto premiarmi. Non vedo l’ora di partire: tutti i miei amici sono invidiosi. Mi hanno chiesto di barattare il posto, ma non lo cederei mai».

Edoardo pratica karate, ma è anche un grande appassionato di rugby:

«La prima volta che ho conosciuto il rugby è stato quando ho visto un film su Nelson Mandela insieme ai miei genitori: qui si raccontava anche dei Mondiali del 1995 giocati in Sudafrica. Mi è molto piaciuto e da lì ho iniziato a volermi informare di più su questo sport. Inoltre mio fratello frequentava il liceo sportivo e per questo spesso mi parlava delle partite di rugby che giocavano a scuola».

Il classe 2005 di Carpiano nella vita, così come nello sport e nel karate, non ha paura del confronto e spesso ama giocare all’attacco:

«La cosa che preferisco è  quando i giocatori vanno in metà. Dopo quest’esperienza, non escludo che in futuro possa iniziare anche a giocare».

Anche mamma Daniela nel futuro vede la palla ovale per suo figlio Edoardo:

«Il karate gli piace molto, ma non si sa mai. Edorado, per la sua età, è molto forte come bambino perché ha una struttura fisica molto imponente, con le spalle larghe. Potrebbe essere un buon giocatore di rugby».

Il milanese ama l’Italia e Martin Castrogiovanni, oltre ai maestri neozelandesi “All Blacks”:

«Sarò molto emozionato quando a Londra vedrò i giocatori da vicino – conclude -. La Nuova Zelanda rimane la nazione più forte, ma da tifoso e appassionato, spero che l’Italia faccia più strada possibile e non torni a casa a mani vuote».

Dal Sud Milano a Parigi: Europei con Pajni e Bagnoli

Alice Bagnoli durante lo Slalom
Alice Bagnoli durante una gara di  Slalom (Andrea Gilardi)

Esami in vista per Alice Bagnoli e Gianmarco Pajni (foto di Andrea Gilardi). I due assi dello sci nautico del Sud Milano, infatti, da oggi e fino a domenica,  saranno impegnati agli Europei Open di Parigi (Francia):

«Un grande onore essere in gara con la nazionale – raccontano le due stelle milanesi -. La convocazione è  il giusto premio per gli sforzi e risultati raggiunti in questi anni. E’ il nostro secondo Europeo Open e daremo il massimo per tornare a casa a testa alta».

Alice punta molto sulla specialità «slalom» (esistono anche le discipline salto, figure e combinata):

«E’ la gara dove ho maggiori sicurezze – dichiara la 17enne di Basiglio -, anche se farò tutte e tre le discipline in acqua. Sono reduce dalla mia prima partecipazione ad un circuito professionistico, dove ci sono in palio anche i soldi, e ho ottime sensazioni».

Nella combinata Alice a gennaio ha ottenuto un bronzo agli ultimi campionati intercontinentali under 17:

«Una delle emozioni più grandi della mia vita».

Gianmarco, invece, 19enne di San Donato Milanese, è sulla cresta dell’onda. La stella milanese, infatti, a luglio ai Mondiali under 21 ha vinto uno storico argento nella disciplina «figure». Una medaglia molto importante e inaspettata visto che Gianmarco fino alla fine di giugno si era allenato molto poco per via della maturità scientifica:

«Alla vigilia delle gare non mi sentivo proprio in forma – ricorda -. Non ero molto preparato, perché avendo avuto la maturità, ho trascurato gli allenamenti. Mi sentivo pesante, con poca velocità. Nonostante questo, ho tirato fuori il massimo da me stesso e alla fine c’è l’ho fatta».

Nella kermesse parigina Gianmarco si presenta come primo del ranking mondiale di «combinata» e secondo in «figure» (10280, meglio di lui è soltanto l’australiano Joshua Briant, 11200) negli under 21:

«Punterò forte su queste gare, soprattutto le figure perché è quella dove riesco a esprimere meglio la mia creatività».

Archiviato il liceo, a settembre la stella di San Donato Milanese inizierà l’università:

«Studierò ingegneria dell’automazione. Non vedo l’ora di iniziare».

Photo credits Andrea Gilardi 

ItalComo campione d’Europa Julia Molinari è argento

La nazionale italiana vincitrice della medaglia d'oro per squadre
La nazionale italiana vincitrice della medaglia d’oro per squadre

La prima medaglia agli Europei è come il primo bacio: non si scorda mai.

«Una gioia incontenibile, sono felicissima».

Non potrebbe essere altrimenti: Julia Molinari (immagine in evidenza di Andrea Gilardi) è la vice campionessa continentale nel wakeboard, nella categoria Girls (atleti under 14). Solo la compagna di nazionale, e amica del cuore, Claudia Pagnini, ha fatto meglio della classe 2002 di Lezzeno:

«Questa medaglia è straordinaria – prosegue -. Dopo la tappa dei campionati italiani di categoria, nell’ultimo mese mi sono allenata molto poco. Non ero in forma, ma la gara mi ha completamente trasformato: ho tirato fuori il meglio di me e alla fine sono salita sul podio».

A Maurik, nei Paesi Bassi, Julia ha anche sfiorato l’oro:

«Claudia si è meritata la vittoria – sottolinea -, ma è stato un bel testa a testa. Ho sbagliato alcune cose nella mia run, ma alla fine va bene così».

L’argento della campionessa lariana ha dato un contributo fondamentale per il successo della medaglia a squadre dell’Italia, dove per il quarto anno consecutivo gli azzurri sono saliti sul tetto d’Europa. Una vittoria conquistata anche grazie ai lariani Nicolò Caimi (quarto negli Open Men), Giorgia Gregorio (sesta nelle Open Women), Lorenzo Montes (settimo nei Junior Men) e Igor Colombo (settimo nei Boys), oltre all’oro e argento delle gemelle Virag e il successo di Lorenzo Soprani (milanesi, ma si allenano tutti sul Lago di Como ndr).

«Ancora una volta l’Italia è riuscita a dire la sua – commenta il ct Buby Caimi -. Nicolò è stato molto bravo. All’esordio nella categoria open è riuscito a competere contro i migliori wakeboardes del vecchio continente. Deve continuare così e le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare. Giorgia, invece,  ha sbagliato la sua run, facendo una gara sottotono e sotto i suoi livelli. Infine Lorenzo e Igor pagano lo scotto dell’esperienza, oltre che dell’età. Nonostante questo, sono sicuro che con il tempo si rifanno».

La stagione promette ancora i fuochi d’artificio perché dopo le finali dei campionati Italiani di Categoria e Assoluti, oltre alle tappe conclusive del Tour del Lario di settembre, a fine ottobre ci saranno i Mondiali di Cancun, in Messico:

«Non dobbiamo abbassare la guardia – conclude Caimi -. I Mondiali saranno molto duri e per questo dovremo arrivarci preparati. Americani, australiani, ma anche giapponesi e coreani sono molto forti e agguerriti. Noi, comunque, non abbiamo timori reverenziali e daremo il massimo in acqua».

Photo credits Andrea Gilardi